DEEP PURLPE

deep.jpgI Deep Purple sono uno dei più importanti ed influenti gruppi Hard Rock, non solo degli anni settanta, ma della storia della musica: i primi a portare di fronte al pubblico di massa del Rock un virtuosismo ed una capacità e pulizia tecniche che, se oggi sono solo di maniera, a suo tempo hanno rappresentato una delle più importanti evoluzioni nella storia della musica. Alla genialità e all’abilità tecnica dei Deep Purple si deve infatti l’unione di approccio e sonorità classiche al tempo e al ritmo tipici del Blues e del Rock and Roll.

Storia

 Le origini

Nel maggio del 1965, una band di nome Episode Six attirò l’attenzione del pubblico nella scena del rock inglese. La formazione comprendeva Ian Gillan alla voce, Graham Dimmock e Tony Lander alla chitarra, Roger Glover al basso, Sheila Dimmock alle tastiere e Harvey Shields alla batteria.

Due anni più tardi, nacque un’altra band, i The Flowerpot Men and their Garden (inizialmente nota col nome “The Ivy League”). Il gruppo era centrato su un trio di cantanti. Il nome era tratto dallo spettacolo per bambini The Flowerpot Men, con però un ovvio riferimento ai concetti del flower power e della cannabis (pot in inglese). La canzone di maggior successo del gruppo fu Let’s Go To San Francisco (alcuni sostengono che si trattasse di una parodia del brano If You’re Going to San Francisco di Scott McKenzie, ma il gruppo negò sempre la validità di questa voce). I membri del gruppo erano Tony Burrows, Neil Landon, Robin Shaw e Pete Nelson alla voce, Ged Stone alla chitarra, Nick Simper al basso, Jon Lord all’organo e Carol Little alla batteria.

Nel Febbraio del 1968 dopo un incontro avvenuto tra Blackmore e Lord durante una festa, prese forma il progetto per un nuovo gruppo i Roundabout, che comprendeva Ritchie Blackmore alla chitarra, Jon Lord all’organo Hammond, Chris Curtis alla voce, Bobby Woodman alla batteria e Nick Simper al basso.

Nel Marzo del 1968 Blackmore, Lord e Simper lasciarono da parte il progetto Roundabout, formando una nuova band con il cantante Rod Evans e il batterista Ian Paice. Dovevano solo scegliere il nome della band… decisero per un nome composto da due parole come andava di moda all’epoca… alla fine Blackmore propose Deep Purple pensando alla canzone “Deep Purple” del disco omonimo di Nino Tempo e April Stevens visto che era uno dei brani preferiti di sua nonna. Nell’ottobre del 1968 il gruppo ebbe un enorme successo negli Stati Uniti con il singolo Hush, cover di un brano di Joe South, e con l’album di debutto, Shades of Deep Purple. Seguirono, nel 1969, due album di non altrettanto successo: The Book of Taliesyn e Deep Purple; quest’ultimo comprendeva alcuni brani incisi con un’orchestra sinfonica. Dopo questi primi tre album e un lungo tour negli Stati Uniti, l’arrivo di Ian Gillan alla voce (in sostituzione di Evans) e di Roger Glover al basso (al posto di Simper) diede luogo alla “formazione classica” dei Deep Purple. Il primo lavoro di questa nuova formazione fu il memorabile album Concerto for Group and Orchestra, un movimento in tre parti composto da Lord e inciso con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Malcolm Arnold. Questo album viene generalmente ricordato come il primo caso di efficace collaborazione fra un gruppo rock e un’orchestra.

I classici

Poco tempo dopo, la band sconvolse il mondo della musica creando una forma di rock molto “duro”, uno dei primi esempi di heavy metal della storia insieme ai primi lavori dei Black Sabbath. Ad innescare il cambiamento, come con grande eleganza riconoscono sia Jon Lord che Ritchie Blackmore, sarà l’avvento sulla scena di un’altra mitica formazione britannica: i Led Zeppelin. L’ascolto dei colleghi rappresenta per Lord e compagni una sorta di illuminazione: «Da quel momento decidemmo che quella era la musica che volevamo suonare anche noi» ricorda oggi Jon Lord. Risalgono ad allora infatti la sostituzione di Rod Evans con Ian Gillan, cantante dotato di ottima tecnica e di una delle voci più belle, potenti e caratteristiche del rock (moltissimi cantanti metal si ispirano chiaramente alla sua tecnica vocale da Bruce Dickinson, passando per Geoff Tate e arrivando a Michael Kiske) e la “trasformazione” da parte di Jon Lord del suo organo Hammond nella cosiddetta “Bestia”. Perché infatti il sound dei Deep Purple assumesse le caratteristiche che poi sarebbero diventate quelle tipiche della musica heavy metal, si era resa necessario il suono di una chitarra ritmica aggiuntiva che svolgesse funzione di accompagnamento agli assoli di Ritchie Blackmore; invece di includere un nuovo membro del gruppo, Jon Lord (musicista di formazione classica, diplomato al conservatorio e dotato di straordinario talento) ebbe un’intuizione geniale: collegò l’organo Hammond ad un amplificatore per chitarra elettrica Marshall. Il suono che ne risultò fu ancora migliore di quello che avrebbe fornito una chitarra e diede al sound dei Deep Purple una sfumatura e un’intensità inconfondibili.

Fu da questo momento in poi che i Deep Purple si affermarono come uno dei gruppi più importanti e famose della scena internazionale, pubblicando una sequenza di album che sarebbero diventati celeberrimi e avrebbero influito in modo profondo e indelebile su tutta la musica rock prodotta da allora in poi. Deep Purple in Rock uscito nel 1970 fu il primo lavoro di sperimentazione di questo nuovo genere a cui i Deep Purple stavano dando vita: è uno degli album più duri in assoluto sia in fatto di sound che in fatto di musica. Ebbe un successo enorme e il gruppo dovette affrontare tour mondiali non indifferenti ma nonostante ciò furono in grado di preparare il prossimo album che sarebbe uscito nel 1971. Il risultato fu diverso dalle aspettative del pubblico e il titolo dell’album è Fireball in cui il gruppo si cimenta in esperimenti rock blues (ad esempio la seconda traccia No No No e la terza Demon’s Eye) e country (esempio la quarta traccia Anyone’s Daughter). Nonostante la qualità delle canzoni sia rimasta ad alti livelli, l’album vendette meno del precedente. Occorreva però un album che li consacrasse come una band hard rock memorabile: Machine Head del 1972 (che includeva il loro brano in assoluto più famoso, Smoke on the Water, ispirato all’incendio del Casino di Montreux che distrusse l’intera strumentazione di Frank Zappa e i The Mothers of Invention). Quest’album fu registrato all’interno di un albergo di Montreux con lo scopo di ottenere un nuovo ed innovativo sound. Il risultato fu straordinario sotto il punto di vista delle vendite. Ai tre album in studio si aggiunse il live probabilmente più famoso dei generi hard rock e heavy metal, il doppio Made in Japan, album dalla qualità artistica eccelsa e vera pietra miliare della storia del rock.

La formazione classica produsse successivamente l’album Who Do We Think We Are nel (1973), seguito dall’abbandono di Ian Gillan e Roger Glover per volere di Ritchie Blackmore. Trovare dei degni sostituti non era certo facile e per questo molti bassisti e molti cantanti parteciparono alle audizioni. La scelta del bassista ricadde su Glenn Hughes che dimostrò anche le sue straordinarie doti vocali. In un primo momento si pensò di ridurre i Deep Purple ad un quartetto con Glenn Hughes dal duplice ruolo: bassista e cantante. Però, per non rovinare l’immagine del gruppo si pensò di cercare anche un cantante. Le audizioni non diedero alcun risultato dal momento che non c’era nessuno in grado di sostituire degnamente Ian Gillan finché Ian Paice, per puro caso, capitò in un pub ed ascoltò l’allora sconosciuto David Coverdale che stava cantando con la sua band. Rimasto colpito dalle capacità vocali di David Coverdale, Ian Paice gli propose di partecipare alle audizioni e venne scelto. Con questa formazione fu inciso nel 1974 un altro disco di grande successo, Burn. L’influenza di David Coverdale e di Glenn Hughes portò elementi funky, rhythm’n’blues e soul al sound heavy metal del gruppo, e queste nuove sonorità sono ancora più evidenti nel successivo Stormbringer del 1974. Blackmore però non era soddisfatto di questi mutamenti, e dopo l’uscita del live Made in Europe (dal tour di Stormbringer), abbandonò il gruppo il giorno dopo la data di Parigi del tour mondiale, precisamente il 7 aprile 1975 per fondare i Rainbow con Ronnie James Dio.

Tra hard rock e heavy metal

Nonostante siano spesso ricordati come pionieri dell’heavy metal, i Deep Purple non hanno mai performato questo sottogenere ma ne sono fuori di dubbio gli antesignani al pari di altri gruppi hard rock. Il gruppo ha cambiato spesso stile con le diverse formazioni, con il virtuosismo tecnico applicato all’hard rock come principale caratteristica permanente. L’influenza della musica classica (specialmente nei contributi di Lord) è piuttosto evidente; diversi lavori hanno anche elementi jazz, rhythm’n’blues e soul. Per la loro notevole creatività e capacità di innovazione sul piano musicale, e per l’evidente aspirazione a creare art rock (rock artistico), i Deep Purple sono anche talvolta classificati nel rock progressivo assieme a gruppi come Yes o Genesis. I Deep Purple hanno mantenuto intatte le loro caratteristiche di formazione rock alla ricerca della musica e dell’improvvisazione nelle innumerevoli esibizioni dal vivo. Il gruppo ha infatti pubblicato più dischi ufficiali live che in studio.

[modifica] Curiosità

  • Nel 1970, Ian Gillan impersonò Gesù nell’incisione originale della rock opera (originariamente musical) Jesus Christ Superstar di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. In Nobody’s Perfect, in una delle frequenti sezioni jamming, rende omaggio all’opera riprendendo il tema del brano più celebre Superstar, modificandone il testo per includere scherzosamente il titolo di un album dei Deep Purple: “Jesus Christ, Jesus Christ, who do we think we are“.
  • Nella storia i Deep Purple sono stati considerati inferiori rispetto ad altri gruppi dello stesso genere, ma oggi critica e pubblico sono pressoché concordi nel ritenere che non sia così, e che anzi vada a loro riservato un posto d’onore nell’Olimpo della musica rock. Sono stati, infatti, i primi a sperimentare varie miscele di rock, introducendo anche elementi di musica classica e funky; a differenza di tanti altri gruppi hanno avuto una notevole continuità e serietà; tutti i loro album sono diversi ma ognuno ha caratteristiche proprie.
  • Si racconta che durante il concerto che diede vita a Made in Japan, la voce del cantante Ian Gillan fu misurata in decibel durante i celebri acuti della canzone Child in Time. Si dice addirittura che al momento dell’acuto più alto i decibel che generò (insieme all’amplificazione) siano stati paragonati a quelli che avrebbe generato un aereo in partenza.[citazione necessaria]
  • Il tastierista Jon Lord fu il primo a collegare una tastiera ad un amplificatore per chitarra, lo fece con il suo Hammond collegandolo ad un Marshall. Oggi sono moltissimi i tastieristi che seguono questa sua scelta. Questo è un esempio della grande innovazione che portarono i Deep Purple nel mondo della musica Rock (e non solo).

~ di sorrounded su maggio 9, 2007.

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