SYD BARRET

syd-1.jpgRoger Keith Barrett nato a Cambridge il 6 gennaio 1946 e morto a Cambridge il 7 luglio 2006, conosciuto semplicemente come Syd, è stato chitarrista e voce dei Pink Floyd, nonché primo leader della band, dal 1965 al 1968.

Gli inizi

Il primo approccio alla musica Syd lo ebbe a 14 anni, quando convinse la madre a comprargli una chitarra, che cominciò ad usare in maniera ossessiva, suonandola per intere giornate. Il soprannome Syd gli venne dato in un locale jazz che Barrett frequentava in gioventù, per distinguerlo da un altro avventore abituale, un anziano di nome Sid Barrett; gli altri frequentatori del locale cominciarono a chiamare entrambi Sid, trasformando la “i” in “y” nel caso di Roger.

Syd rimase sempre legato al jazz e al blues. Ad inizio carriera il repertorio dei Floyd era formato da pezzi blues riarrangiati e resi irriconoscibili da lunghe improvvisazioni, di cui Barrett era specialista. Per la scelta del nome della band prese spunto dai suoi due bluesman preferiti: Pink Anderson e Floyd Council. Il primo singolo, Arnold Layne, ebbe un enorme successo, anche se alcune radio si rifiutarono di trasmetterlo per via del testo, il cui protagonista aveva come caratteristica l’hobby di collezionare vestiti da donna, tema non di certo usuale negli anni sessanta. Il locale che portò la band al successo fu l’UFO, dove i Pink Floyd riuscivano evidentemente a esprimersi al meglio; qui cominciarono a sperimentare il loro “Light Show”, che divenne un elemento fondamentale delle esibizioni live, facendo da perfetta cornice alla loro musica. Con un ritmo frenetico, mentre lavoravano al primo album, uscì il secondo singolo, See Emily Play, che superò come successo il singolo precedente.

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 L’avventura coi Pink Floyd, il lavoro solista e il declino

Nel 1967 finalmente uscì il primo album, The Piper At The Gates Of Dawn, che portò la band al vertice della psichedelia. Syd era chiaramente il leader e anima unica dei Pink Floyd. Tutti i brani erano composti da lui, tranne “Take up thy stethoscope and walk”, di Roger Waters. Durante i concerti della band, Barrett era in grado di ipnotizzare il pubblico, come ricorda Pete Brown: “Syd Barrett faceva un incredibile lavoro sul palco. Era estremamente poetico e potevi quasi dire che prendeva vita in quegli spettacoli di luce, “light shows”: una creatura dell’immaginazione. I suoi movimenti parevano orchestrati per armonizzarsi con le luci e sembrava un’estensione naturale, l’elemento umano, di quelle immagini liquide.” . Il successo, tuttavia, non fece bene a Barrett, che iniziò ad assumere massicciamente LSD. Le sue esibizioni live cominciarono a diventare problematiche, tanto che gli altri membri dei Pink Floyd chiamarono a supporto David Gilmour, pronto a subentrare quando Syd non apparve più in grado di suonare. Gilmour ha comunque dichiarato in un’intervista che i problemi mentali di Syd non sarebbero dovuti unicamente all’LSD e che la droga ne avrebbe soltanto accelerato la comparsa, in ogni caso Waters, suo affezionatissimo amico, che soffrì della sua mancanza anche a differenza di anni, facendo trasparire molto anche dai suoi componimenti, non sembra essere dello stesso parere.

Successivamente, per rafforzare il successo della prima raccolta, fu pubblicato un singolo con un altro brano di Barrett, “Apples and Oranges”, che non compariva in “Piper”. Un ulteriore singolo, “Scream thy last scream”, sempre di Barrett, già completato, fu giudicato eccessivamente bizzarro dalla casa discografica, che rinunciò alla pubblicazione. Analoga sorte toccò a “Vegetable Man”.

Durante la realizzazione del successivo A Saucerful Of Secrets (1968) Barrett era ormai l’ombra di sé stesso e l’unica sua canzone presente nell’album è Jugband Blues, che suona quasi come un imminente addio. Di lì a poco Syd lasciò i suoi compagni definitivamente. Dopo un periodo di smarrimento in cui si pensò allo scioglimento, la band decise di proseguire la propria attività con Gilmour. Senza Syd, i Pink Floyd cominciarono progressivamente a cambiare il loro stile , divenendo più melodici e orientandosi sempre più verso il progressive rock. Successivamente uscirono due lavori solisti di Barrett, entrambi nel 1970: The Madcap Laughs e Barrett (album), con il supporto e l’aiuto di alcuni dei membri della sua vecchia band; tuttavia, incidere con Barrett era divenuto ormai troppo complicato, poiché durante le canzoni egli tendeva a cambiare ritmo di continuo e cominciava a balbettare. Si decise così di pubblicare il solo materiale di qualità accettabile che si riuscì ad incidere.

 Wish you were here

Nel 1975 i Pink Floyd dedicarono a Barrett l’album Wish You Were Here.

Durante il periodo di produzione di Wish You Were Here, per l’esattezza nella fase di presentazione dell’album ad amici e parenti, negli studi storici di Abbey Road, si presentò uno strano personaggio, completamente calvo, grasso, e con le sopracciglia rasate, con in mano una busta della spesa, che si aggirava tra i presenti completamente allibiti. Il primo a riconoscere Syd Barrett in quella figura ormai deturpata dagli abusi della gioventù fu, per ironia della sorte, proprio l’elemento che di Barrett aveva preso il posto, ossia David Gilmour. I compagni lo invitarono in regia ad ascoltare il prodotto della sua assenza. Dopo aver ascoltato i brani, Barrett disse, sorridendo: “Mi sembra un po’ datato, che ne dite?”, e uscì così come era arrivato, lasciando Waters e compagni inebetiti e con le lacrime agli occhi.

 Tempi recenti

  • Collabora a Wikinotizie Articolo su Wikinotizie: Morto Syd Barrett, fondatore dei Pink Floyd

Di Syd Barrett da allora si persero apparentemente le tracce. In realtà, di lì a poco tornò a vivere nella casa natale di Cambridge, assieme alla madre. Il materiale per il suo terzo lavoro musicale mai uscito, insieme ad altro materiale scartato ed ad alcuni bootleg, è stato pubblicato nel 1988 col titolo Opel.

Negli ultimi anni, l’ex leader dei Pink Floyd si faceva chiamare semplicemente Roger e continuò a vivere a Cambridge, ormai solo, in seguito alla morte della madre, isolato da tutto quello che in qualche maniera poteva ricordargli il passato. Coltivava la sua passione per la pittura, dipingendo secondo uno stile prevalentemente astratto, mentre pareva aver abbandonato qualsiasi interesse per la musica.

Nel 2005, durante il Live 8 che ha visto i Pink Floyd riunirsi eccezionalmente per quella particolare occasione, Roger Waters ha ricordato l’ex compagno di band Barrett, dedicandogli l’esecuzione di Wish You Were Here:

È morto a Cambridge il 7 luglio 2006 a 60 anni per complicanze dovute al diabete.

La notizia è stata resa pubblica il 10 luglio. Il giorno dopo, Roger Waters, durante il concerto tenutosi a Lucca, ha dedicato all’amico appena scomparso Wish you were here, facendo apparire immagini dei primi Pink Floyd sul maxi schermo posto dietro al palco.

 Album solisti

  • Octupus/Golden Hair (Singolo – 45 Giri) – 14 novembre 1969
  • The Madcap Laughs (Album – LP) – gennaio 1970
    Musicisti – David Gilmour, Roger Waters, ‘Willie’ Wilson, Jerry Shirley, Mike Ratledge, Hugh Hopper, Robert Wyatt
  • Barrett (Album – LP) – novembre 1970
    Musicisti – David Gilmour, Richard Wright, ‘Willie’ Wilson, Jerry Shirley, Vic Saywell
  • Syd Barrett (LP) – settembre 1974
  • Syd Barrett – The Peel Session (Mini LP) – febbraio 1983
    Musicisti: David Gilmour, Jerry Shirley
  • Opel (Album – LP) – 1988
  • Crazy Diamond (CD Box) – 1993
  • Wouldn’t You Miss Me? (CD – Raccolta) – 16 aprile 2001

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~ di sorrounded su giugno 15, 2007.

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