IL BONZO…..

John Bonham

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John Henry Bonham (nato a Redditch, Worcestershire, Inghilterra il 31 maggio 1948 e morto a Windsor, Berkshire, Inghilterra il 25 settembre 1980) è stato un batterista rock britannico.

Fu uno dei più grandi batteristi della storia della musica: molto tecnico ma soprattutto molto grintoso e bizzarro. Nel luglio 1968 entrò insieme al cantante Robert Plant nei New Yardbirds di Jimmy Page e Chris Dreja, che abbandonò poco dopo per lasciare il posto a John Baldwin, soprannominato “Jones”.

La band cambiò nome in Led Zeppelin e, mantenendo sempre la stessa formazione, realizzò otto storici album impreziositi dai lunghissimi assoli di Bonham.

Personaggio bizzarro ed amato dai giovani, Bonham trascorse tutti gli anni settanta vivendo di eccessi. All’inizio della carriera, John era talmente mansueto che venne soprannominato “Bonzo” dal nome di un cane di un cartone animato; il lavoro con gli Zeppelin lo costrinse a vivere lontano dalla famiglia (che amava profondamente), e questo provocò in lui un vero shock, perché da ragazzo di periferia inglese quale era, si ritrovò ad essere una superstar sempre in viaggio e lontano da casa.

In particolare l’anno in cui gli Zeppelin andarono in esilio fiscale a causa delle leggi economiche inglesi fu per lui un duro colpo. Da quella volta, quando si ubriacava, si trasformava in “The Beast” (La Bestia), soprannome quando da ubriaco diventava violento, tanto che gli altri membri del gruppo si riservavano delle stanze segrete negli alberghi in cui si recavano per non farsi trovare dall’iroso batterista. In genere se andava per locali dopo i concerti non faceva particolari danni se era solo, semplicemente si sedeva a bere; i problemi cominciavano quando veniva seguito dalla banda dei “roadies” e accompagnato dal famigerato Richard Cole, tour manager factotum dei Led Zeppelin per dieci anni: risse, orge, alberghi distrutti e depravazioni di ogni genere.

Per il resto John Bonham era un semplice ragazzo di campagna: come Keith Moon (il batterista “pazzo” degli Who) passava lunghe ore al pub del suo paese e amava molto le macchine: il suo garage poteva vantare decine di pezzi unici o rari, acquistati in giro per l’America e l’Inghilterra durante i vari tour del gruppo.

Il 24 settembre del 1980, nel periodo in cui i Led Zeppelin stavano riprogettando il ritorno sulla scena, si reca, ubriaco come sempre, nella villa di Page a Windsor. Ormai troppo fatto per suonare viene trasportato in una stanza e lasciato là a dormire: la mattina viene ritrovato morto, soffocato dal suo stesso vomito.

I Led Zeppelin, Jimmy Page in primis, decidono che senza di lui dietro la batteria non possono andare avanti. Il gruppo si scioglie, sebbene alla metà degli anni ottanta si riunisca per qualche concerto con Phil Collins alla batteria, prima, e Jason, figlio di Bonzo, poi.

Lo Stile

A parte la sua vita goliardica e ricca di eccessi, “Bonzo” è considerato uno dei più grandi batteristi di tutti i tempi, non tanto per la tecnica quanto per le innovazioni che ha portato in campo batteristico. Ha impararato a suonare ascoltando i dischi dei suoi miti, come Buddy Rich, Ringo Starr, Keith Moon e Ginger Baker.

La sua conoscenza musicale (dal punto di vista teorico) si ferma nel momento in cui inizia a suonare con i gruppi, ecco uno spezzone da una delle sue rare interviste:”Agli inizi ero interessato alle partiture musicali, ed ero abbastanza bravo e veloce nella lettura, ma quando cominciai a suonare con i gruppi, feci l’enorme sbaglio di abbandonare lo studio. Io credo che sia fantastico essere capaci di scrivere le proprie idee in forma musicale, ma credo anche che nella batteria il feeling sia molto più importante della mera tecnica, è fantastico suonare un triplo paradiddle… ma chi si accorge veramente che lo stai facendo? Se fai troppa attenzione alla tecnica, finisce che inizierai a suonare come ogni altro batterista. Credo che quello che conti veramente sia essere originale. Quando ascolto altri batteristi, mi piace poter dire “Wow… carina questa cosa, non l’avevo mai sentita prima!”. Credo che essere te stesso come batterista sia molto più importante che suonare come chiunque altro”.

Il suo stile era molto incisivo e, soprattutto, personale, dando una grande svolta nella musica rock. Sebbene autodidatta, aveva una grande tecnica e ha creato dei grooves che risultano ancora attuali e che hanno influenzato tanti batteristi di ogni genere.

E’ stato uno dei primi batteristi ad usare tamburi con misure molto grandi (la sua grancassa aveva un diametro di 26 pollici, quasi 65 centimetri). Ma la cosa più particolare del suo set erano i timpani da banda collocati alla sua sinistra.

Aveva la grande capacità di saper passare da un suono potente e aggressivo (avvertibile in brani come Rock’n Roll, Immigrant Song, Black Dog) a un tocco raffinato e melodico (Since I’ve Been Loving You, Lemon Song). Il groove eseguito nel brano Fool In The Rain è stato (ed è tuttora) oggetto di studio da parte di molti batteristi, per il suono espresso in maniera ben curata, considerato innovativo per i suoi tempi.

Famoso è, inoltre, Moby Dick, brano dove Bonham esegue un grande assolo di batteria. Esso lo si può anche ammirare dal vivo, nel video The Song Remains the Same e nel disco live How the West Was Won, dove si evince la sua tecnica ma, in particolare, la sua creatività e la sua musicalità. Egli eseguiva gli assoli anche a mani nude, per dare uno stile più percussivo al suo sound.

In definitiva, “Bonzo” ha delineato nuovi stili caratteristici della batteria moderna e se al giorno d’oggi si parla molto di generi come l’hard rock e delle sue numerose diramazioni, gran parte del merito è suo.

Curiosità

  • Una volta Bonham invitò Glenn Hughes a fare un viaggio sulla sua nuova e lussuosa macchina. Il batterista andò a sbattere dritto contro un muro ed abbandonò la macchina. Il giorno dopo Hughes lo incontrò su una nuova lussuosa macchina e gli chiese che cosa avesse fatto con la vecchia macchina. Bonham rispose: “Quale macchina?”.

~ di sorrounded su luglio 27, 2007.

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